No products in the cart.
Top

Design by Zia Pippinella


Potrebbe sembrare che io ami le cose fatte a mano… eh… sì, perché raccontano.

Ora vi racconto perchè verifico sempre che i colori dei miei quadri stiano bene con le coperte di Zia Pippinella.
Zia Pippinella, questa coperta e questi calzettoni li fece anni e anni fa a me, a tutti i miei cugini, ai miei amici, coinquiline di università e forse pure a qualche sconosciuto, centinaia, e se passavo a trovarla in inverno con un maglione di lana, lei ci vedeva futuri calzettoni.

Zia Pippinella non era designer, ma… lo era.
Con i rimasugli della lana, o sfilando vecchi indumenti, riusciva a lavorare ai ferri coperte e calze con degli abbinamenti cromatici che… nemmeno in passerella. A volte pop, a volte vintage, a volte troppo avanti per classificarli. E dei maglioni conservava anche i bottoni e le “lampo” come diceva lei.
E questo per quanto riguarda il textile/fashion design, ma spaziava Zia Pippinella, un altro suo pezzo forte era il panariello, modello small e il panaro, modello large. Intrecciava ceste in vimini, (ovviamente dopo averli trovati al fiume e lavorati, perché non è che si comprano) che… nessuna macchina li farà mai così, lavorandoci col grembiule sulle gambe e gli occhiali riparati con lo “sparatrap”, (parola che non traduco, chi è curioso, chieda pure). Ho fatto qualche “lezione” da lei tanti anni fa, ma poi mi sono arresa, non ho avuto la lungimiranza di essere paziente finchè avevo quella fortuna, quanto me ne pento.
Ah, per lei non erano hobbies. Cuciva e ricamava, per tirare su i figli da sola, dopo la guerra.

Li vedo ancora più fashion questi calzettoni, oggi che li ho ritrovati nell’ultimo cassetto del comodino, magari non proprio sexy ? ma col freddo che fa…

Il design è sempre esistito, quando esisteva senza la parola “design”, la qualità era più alta.
Intervista a E.Mari

Annamaria Carelli
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

Open chat