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E trovami

E trovami una persona, dico una, che resista dallo scrivere con un legnetto nel cemento fresco. E un giornalaio che non abbia pietre di fiducia contro i dispetti del vento. E trovami i contorni del niente, un soffio che suoni un tamburo, e il diario coi racconti di viaggio scritti da un muro.   #pensieriinaria ...

Siamo il posto in cui ha fatto il nido un’anima.

C'era una sedia in più. Ma non la teneva lì come sedia. Non avrebbe lasciato sedersi nessuno. Non era più una sedia, ma un piedistallo su cui erano rimaste note, come rimangono schegge di legno dove si siede un falegname. Erano rimaste su quella sedia briciole di  musica, come rimane la farina...

Cosa succede ad una stanza, quando appendi dei quadri?

Ci sono istanti precisi in cui una stanza inizia a respirare. Le tende si muovono come se circolasse un vento che passa dai vetri chiusi. Avrà imparato dalla luce. Accade quando un musicista appoggia le dita sul piano, un chitarrista i calli sulle corde della chitarra. Accade quando con delicatezza...

Silenzi andati a male.

Se le potessimo riascoltare tutte insieme, a distanza di tempo, le cose non dette per paura ed orgoglio, impareremmo a non tacere a sproposito. Per nostra sfortuna però vanno perse, vanno a male le frasi taciute.  Passano i mesi e gli anni e ce li dimentichiamo quei...

L’arte non toglie la fame(?)

I quadri non sono un bene di prima necessità. I musei non sono indispensabili per la sopravvivenza. La poesia è superflua in tempi difficili. Eppure io in questi giorni ho trovato più energia vitale in queste parole di Franco Arminio, che in qualsiasi prodotto mi potesse sbandierare sugli...

L’uomo col cappello che quasi non esiste

Ha la maggior parte dei vestiti in valigia. Sempre. Tutto l’anno. Da tanti anni. Ma i bagagli più importanti restano le sue mani ed un baule usurato, pieno dei suoi cappelli. Ciascuno con una storia, un’ammaccatura, un filo interrotto, un’etichetta sbiadita dagli anni, un nero stanco...

Usciamo?

In certe gabbie si sta proprio comodi. Comodi e fermi. Comodi e l’acqua stagna. All’ inizio stagna intorno alle caviglie, poi tocca alle ginocchia, poi alla pancia, alla gola. Non va oltre, perché reagiresti. Il segreto delle gabbie piene d’acqua è che respirare puoi, ma non di più. E...

Come un gioco

Di quel viaggio in macchina lunghissimo, quando ho visto dal finestrino due tralicci passarsi una nuvola e ripassarsela. Stavano giocando e avrebbero continuato, con l'unica che c'era. Perché si gioca con quello che c'è. Con quello che rimane. ...

Buttare

Bisognerebbe buttarle, una mattina, le cose consumate, (quelle che fai fatica a definire finite, perché c’è un po’ di cattiveria in questa parola) O forse una sera. Un bel giorno, di quelli che svoltano per una novità e tu nemmeno ci speravi più, o in mezzo a una giornata...

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